Finanza agevolata per le PMI

Nuova Sabatini con il leasing: come funziona e come si ottiene

La misura ammette anche la locazione finanziaria, non solo il finanziamento bancario. Ecco come si struttura l'operazione, quanto vale il contributo e quali sono i passaggi che fanno perdere l'agevolazione se trascurati.

Contenuto aggiornato al 31 agosto 2026 La Nuova Sabatini viene rifinanziata a ogni legge di bilancio e le condizioni possono cambiare. I riferimenti ufficiali sono pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Cos'è la Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini è la misura con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sostiene gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese in beni strumentali nuovi. Nasce con il decreto legge 69 del 2013 e viene rifinanziata periodicamente: la Legge di Bilancio 2026 le ha destinati 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027.

Il meccanismo è semplice nella sostanza. L'impresa acquisisce il bene con un finanziamento o un leasing a cinque anni; il Ministero riconosce un contributo in conto impianti calcolato sugli interessi di un piano convenzionale. Non è un prestito agevolato: è denaro pubblico che si aggiunge, mentre il contratto resta a condizioni di mercato.

Il punto che molti ignorano: vale anche con il leasing

È l'aspetto meno conosciuto della misura. La Nuova Sabatini ammette sia il finanziamento bancario sia la locazione finanziaria, e il contributo si ottiene allo stesso modo.

Per molte imprese il leasing è la strada più adatta: la struttura dell'operazione è spesso più snella, il bene stesso costituisce la garanzia principale, e il piano si allinea naturalmente ai cinque anni richiesti dalla misura.

Chi si ferma alla parola "finanziamento" rinuncia a un contributo che gli spetterebbe, o si incammina su un percorso bancario meno adatto alla propria situazione.

Quanto vale il contributo

Il contributo è calcolato applicando un tasso convenzionale a un piano quinquennale di pari importo. Non dipende dal tasso effettivamente pagato: è un parametro fisso stabilito dalla misura.

Tipo di investimentoTasso convenzionaleEsempi di beni
Ordinario2,75% annuoMacchinari, attrezzature, impianti tradizionali
Tecnologie 4.0 e green3,575% annuoBeni interconnessi, sistemi digitali, investimenti a basso impatto ambientale

La differenza fra le due aliquote non è marginale: sullo stesso importo, un investimento che rientra nei parametri 4.0 porta un contributo sensibilmente più alto. Vale la pena verificare prima dell'ordine se il bene che state acquistando possiede i requisiti, perché dopo non si torna indietro.

Requisiti e limiti

Rientrano macchinari, impianti, attrezzature a uso produttivo, hardware e software. Restano fuori i beni usati, quelli non strumentali e le spese non capitalizzabili.

Come si svolge l'operazione

  1. Preventivo del fornitore su carta intestata, con la descrizione puntuale del bene.
  2. Istruttoria presso l'intermediario, che valuta l'impresa e delibera il leasing o il finanziamento.
  3. Domanda al Ministero sulla piattaforma dedicata, tramite il soggetto finanziatore.
  4. Stipula e consegna: firmato il contratto, il bene viene consegnato e il fornitore pagato.
  5. Ultimazione e richiesta di erogazione, con la documentazione che attesta l'investimento realizzato.
L'errore che costa il contributo Per le domande dal 1° gennaio 2026 il Codice Unico di Progetto deve comparire nelle fatture e nei bonifici legati all'investimento. È un adempimento formale che sfugge spesso all'amministrazione, e la sua assenza crea problemi seri in fase di erogazione. Il CUP va richiesto e comunicato al fornitore prima che emetta fattura.

Tre cose da sapere prima di iniziare

È uno sportello a esaurimento

Le risorse sono definite e si consumano progressivamente. Non è una gara con una data di chiusura: chi arriva prima ottiene, e quando i fondi finiscono si attende il rifinanziamento successivo. Rimandare di qualche mese può significare rimandare di un anno.

L'ordine dei passaggi non è indifferente

Alcuni adempimenti devono precedere l'investimento. Firmare l'ordine o pagare un acconto prima di aver impostato correttamente la pratica può compromettere l'accesso al contributo. È il motivo per cui conviene far verificare la sequenza prima di assumere impegni con il fornitore.

La delibera è il vero passaggio critico

Il contributo pubblico esiste solo se un intermediario delibera l'operazione. Ultimi due bilanci, situazione contabile aggiornata, visura e piano di investimento in ordine accorciano i tempi e aumentano le probabilità.

Sabatini e iperammortamento

Dal 2026 l'iperammortamento ha sostituito i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0, consentendo di maggiorare il costo fiscalmente deducibile dei beni 4.0 — e la maggiorazione rileva anche sui canoni di locazione finanziaria.

Le due misure agiscono su piani distinti: la Sabatini è un contributo in conto impianti, l'iperammortamento una deduzione fiscale maggiorata. La cumulabilità è generalmente ammessa nei limiti fissati dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, ma l'intensità complessiva va verificata caso per caso con il consulente fiscale prima di impostare l'investimento.

Domande frequenti

La Nuova Sabatini si può usare con il leasing?

Sì. La misura ammette sia il finanziamento bancario sia la locazione finanziaria: il contributo ministeriale viene riconosciuto in entrambi i casi, calcolato sulla quota capitale secondo il tasso convenzionale previsto.

Quanto vale il contributo della Nuova Sabatini?

Il contributo è calcolato applicando un tasso convenzionale del 2,75% annuo per gli investimenti ordinari e del 3,575% per gli investimenti in tecnologie 4.0 e green, su un piano di riferimento a cinque anni.

Quali importi sono ammessi?

Il finanziamento o il contratto di leasing deve essere compreso tra 20.000 e 4.000.000 di euro per impresa, anche frazionato in più operazioni.

Quali imprese possono accedere?

Micro, piccole e medie imprese iscritte al Registro delle Imprese, con sede o unità locale in Italia, non in liquidazione né in difficoltà. Sono ammessi tutti i settori produttivi, con l'esclusione delle attività finanziarie e assicurative.

Quali beni sono agevolabili?

Macchinari, impianti, attrezzature e beni strumentali a uso produttivo, hardware e software, purché nuovi di fabbrica e a utilità pluriennale. Sono esclusi i beni usati e quelli non strumentali all'attività.

Il CUP va indicato nelle fatture?

Sì. Per le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2026 il Codice Unico di Progetto deve essere riportato nelle fatture e nei bonifici relativi all'investimento agevolato. L'omissione è una delle cause più frequenti di problemi in fase di erogazione.

Si può cumulare con l'iperammortamento?

Le due misure agiscono su piani diversi: la Nuova Sabatini è un contributo in conto impianti, l'iperammortamento una maggiorazione del costo deducibile. La cumulabilità è generalmente ammessa nei limiti previsti dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, ma va verificata caso per caso con il proprio consulente fiscale.

Verificare se l'operazione è percorribile

Prima di muovere qualsiasi passo con il fornitore conviene sapere se l'impresa regge l'istruttoria. Su F8X l'analisi parte dalla partita IVA: il sistema recupera i dati camerali e di bilancio disponibili e restituisce un quadro della situazione creditizia, senza costi e senza impegno.

Se invece vendete beni strumentali, conoscere questa misura cambia le conversazioni con i clienti: un macchinario che porta con sé un contributo pubblico è una proposta diversa da un macchinario e basta. Il convenzionamento come fornitore serve esattamente a questo.