Cos'è cambiato rispetto a prima
La Legge di Bilancio 2026 ha chiuso la stagione dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0 e li ha sostituiti con un meccanismo diverso: non più un credito da compensare, ma una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile.
In pratica il costo del bene viene aumentato in modo figurativo ai soli fini fiscali, e su quel valore maggiorato si calcolano le quote di ammortamento — o i canoni di leasing. L'impresa non incassa nulla: abbatte l'imponibile, e il beneficio si distribuisce lungo il piano di ammortamento invece di arrivare in un'unica soluzione.
La differenza è sostanziale nella pianificazione. Un credito d'imposta si usa anche in perdita; una deduzione maggiorata serve a poco se l'impresa non ha capienza fiscale. È il primo controllo da fare.
Le aliquote: tre scaglioni
La maggiorazione decresce al crescere dell'investimento, ed è calcolata sull'ammontare complessivo degli investimenti completati in ciascuna annualità.
| Scaglione di investimento | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | 180% |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | 100% |
| Da 10 a 20 milioni di euro | 50% |
Gli scaglioni si applicano progressivamente: su un investimento da 5 milioni, i primi 2,5 vengono maggiorati del 180% e i restanti 2,5 del 100%.
Un dettaglio che conta nella pianificazione pluriennale: i limiti si riferiscono a ciascuna annualità separatamente. Un'impresa che distribuisce gli investimenti su più anni accede ogni volta all'intera progressione, ripartendo dallo scaglione più favorevole.
Il punto che riguarda il leasing
È l'aspetto meno divulgato e uno dei più rilevanti in pratica. La maggiorazione rileva sia per le quote di ammortamento sia per i canoni di locazione finanziaria.
Significa che un'impresa non deve scegliere fra acquistare in proprio per accedere all'agevolazione e ricorrere al leasing per ragioni finanziarie. Può fare entrambe le cose.
E poiché anche la Nuova Sabatini ammette la locazione finanziaria, sullo stesso bene possono convergere un contributo in conto impianti e una deduzione maggiorata. La cumulabilità va però verificata caso per caso nei limiti della disciplina europea sugli aiuti di Stato: è una valutazione da fare con il consulente fiscale prima di impostare l'investimento.
La procedura al GSE
L'accesso non è automatico e non c'è una graduatoria. C'è però una procedura telematica obbligatoria sulla piattaforma del GSE, accessibile con SPID o CIE, articolata in comunicazioni sequenziali.
- Comunicazione preventiva, da trasmettere per ciascuna struttura produttiva prima di effettuare l'investimento, con dati dell'impresa, tipologia di investimento e maggiorazione calcolata.
- Comunicazione di conferma, con l'indicazione del pagamento dell'acconto e i dati delle fatture relative ai costi agevolabili.
- Comunicazione di completamento, che attesta la conclusione dell'investimento e l'entrata in funzione del bene.
Il decreto introduce anche la nozione di struttura produttiva — il sito costituito da una o più unità locali su particelle catastali contigue, con autonomia tecnica e organizzativa — che è l'unità di riferimento per le comunicazioni.
Cosa rientra e cosa no
Sono agevolabili i beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale indicati negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, insieme agli impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo.
- Macchine utensili e sistemi di produzione interconnessi
- Sistemi per l'automazione, la logistica interna, il controllo qualità
- Tecnologie collegate a intelligenza artificiale, connettività e cybersicurezza
- Impianti per l'autoproduzione da fonti rinnovabili, anche in via autonoma
Due esclusioni da conoscere. I canoni software in abbonamento restano fuori, perché considerati costi d'esercizio e non beni capitalizzabili. E per i pannelli fotovoltaici resta il vincolo di scelta fra quelli iscritti nell'apposito registro ENEA, mentre per i beni degli allegati IV e V il requisito delle tecnologie prodotte nell'Unione europea non è più richiesto.
Per gli impianti da fonti rinnovabili il decreto fissa inoltre un limite di dimensionamento: la producibilità attesa non può eccedere il fabbisogno energetico della struttura produttiva oltre una soglia definita.
Tre verifiche prima di muoversi
La capienza fiscale
È una deduzione, non un credito. Un'impresa strutturalmente in perdita ne ricava poco: in quel caso conviene confrontare la misura con strumenti a contributo diretto, come la Nuova Sabatini.
Il perimetro IRAP
La maggiorazione vale ai fini delle imposte sui redditi e non produce effetti ai fini IRAP. Il beneficio reale va calcolato tenendone conto, altrimenti si sovrastima.
La sequenza degli adempimenti
La comunicazione preventiva precede l'investimento. Chi acquista prima e si informa dopo si trova fuori dalla procedura: è l'errore più frequente e il meno rimediabile.
Domande frequenti
Che cos'è l'iperammortamento 2026?
È una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi 4.0, rilevante ai soli fini fiscali per determinare le quote di ammortamento e i canoni di leasing finanziario. Sostituisce i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0.
Quali sono le aliquote di maggiorazione?
La maggiorazione è strutturata su tre scaglioni calcolati sugli investimenti completati in ciascuna annualità: 180% sulla quota fino a 2,5 milioni di euro, 100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni, 50% sulla quota tra 10 e 20 milioni.
Vale anche per i beni acquisiti in leasing?
Sì. La maggiorazione rileva espressamente per la determinazione dei canoni di locazione finanziaria, oltre che delle quote di ammortamento. È uno degli aspetti più rilevanti per chi acquisisce beni strumentali tramite leasing.
Come si accede al beneficio?
L'accesso non è automatico. La procedura è interamente telematica e si svolge sulla piattaforma del GSE, accessibile con SPID o CIE, attraverso comunicazioni sequenziali: preventiva prima dell'investimento, di conferma, e di completamento.
Da quando si può usare la maggiorazione?
Il beneficio decorre dal periodo d'imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione entro lo stesso esercizio. Se la comunicazione è inviata a dicembre e il GSE risponde a gennaio, la maggiorazione decorre comunque dall'esercizio precedente.
L'iperammortamento riduce anche l'IRAP?
No. La maggiorazione è riconosciuta ai fini delle imposte sui redditi e non produce effetti ai fini IRAP. È un elemento da considerare nel calcolo del beneficio effettivo.
Quali investimenti sono agevolabili?
Beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale indicati negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, e impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo. Gli investimenti in rinnovabili possono accedere anche autonomamente.
I canoni software in abbonamento rientrano?
No. I canoni per software in modalità SaaS restano esclusi, perché trattati come costi d'esercizio e non come beni immateriali capitalizzabili. Rientrano invece i software capitalizzati che rispettano i requisiti degli allegati.
Impostare l'investimento nel modo giusto
Fra maggiorazione fiscale, contributo in conto impianti e credito d'imposta territoriale, la combinazione conveniente cambia da impresa a impresa: dipende dalla capienza fiscale, dalla dimensione dell'investimento e da dove si trova la struttura produttiva.
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