Finanza agevolata per le imprese

Iperammortamento 2026: come funziona e come si ottiene

La misura che ha sostituito Transizione 4.0 e 5.0. Maggiorazione fino al 180% del costo deducibile, valida anche sui canoni di leasing, con una procedura al GSE dove si concentrano gli errori che fanno perdere un intero esercizio di beneficio.

Contenuto aggiornato al 31 agosto 2026 La misura è in prima applicazione e i provvedimenti attuativi si sono susseguiti nel corso del 2026. I riferimenti ufficiali sono pubblicati sul portale MIMIT alla pagina "Nuovo Piano Transizione 5.0 - Iperammortamento" e sull'Area Clienti del GSE.

Cos'è cambiato rispetto a prima

La Legge di Bilancio 2026 ha chiuso la stagione dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0 e li ha sostituiti con un meccanismo diverso: non più un credito da compensare, ma una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile.

In pratica il costo del bene viene aumentato in modo figurativo ai soli fini fiscali, e su quel valore maggiorato si calcolano le quote di ammortamento — o i canoni di leasing. L'impresa non incassa nulla: abbatte l'imponibile, e il beneficio si distribuisce lungo il piano di ammortamento invece di arrivare in un'unica soluzione.

La differenza è sostanziale nella pianificazione. Un credito d'imposta si usa anche in perdita; una deduzione maggiorata serve a poco se l'impresa non ha capienza fiscale. È il primo controllo da fare.

Le aliquote: tre scaglioni

La maggiorazione decresce al crescere dell'investimento, ed è calcolata sull'ammontare complessivo degli investimenti completati in ciascuna annualità.

Scaglione di investimentoMaggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro180%
Da 2,5 a 10 milioni di euro100%
Da 10 a 20 milioni di euro50%

Gli scaglioni si applicano progressivamente: su un investimento da 5 milioni, i primi 2,5 vengono maggiorati del 180% e i restanti 2,5 del 100%.

Un dettaglio che conta nella pianificazione pluriennale: i limiti si riferiscono a ciascuna annualità separatamente. Un'impresa che distribuisce gli investimenti su più anni accede ogni volta all'intera progressione, ripartendo dallo scaglione più favorevole.

Un esempio concreto Investimento di 100.000 euro in un bene con coefficiente di ammortamento al 20%. Con la maggiorazione al 180% la base fiscale diventa 280.000 euro: la deduzione annua passa da 20.000 a 56.000 euro. Il vantaggio non è immediato, ma si ripete per tutta la durata dell'ammortamento.

Il punto che riguarda il leasing

È l'aspetto meno divulgato e uno dei più rilevanti in pratica. La maggiorazione rileva sia per le quote di ammortamento sia per i canoni di locazione finanziaria.

Significa che un'impresa non deve scegliere fra acquistare in proprio per accedere all'agevolazione e ricorrere al leasing per ragioni finanziarie. Può fare entrambe le cose.

E poiché anche la Nuova Sabatini ammette la locazione finanziaria, sullo stesso bene possono convergere un contributo in conto impianti e una deduzione maggiorata. La cumulabilità va però verificata caso per caso nei limiti della disciplina europea sugli aiuti di Stato: è una valutazione da fare con il consulente fiscale prima di impostare l'investimento.

La procedura al GSE

L'accesso non è automatico e non c'è una graduatoria. C'è però una procedura telematica obbligatoria sulla piattaforma del GSE, accessibile con SPID o CIE, articolata in comunicazioni sequenziali.

  1. Comunicazione preventiva, da trasmettere per ciascuna struttura produttiva prima di effettuare l'investimento, con dati dell'impresa, tipologia di investimento e maggiorazione calcolata.
  2. Comunicazione di conferma, con l'indicazione del pagamento dell'acconto e i dati delle fatture relative ai costi agevolabili.
  3. Comunicazione di completamento, che attesta la conclusione dell'investimento e l'entrata in funzione del bene.

Il decreto introduce anche la nozione di struttura produttiva — il sito costituito da una o più unità locali su particelle catastali contigue, con autonomia tecnica e organizzativa — che è l'unità di riferimento per le comunicazioni.

L'errore che sposta il beneficio di un anno La maggiorazione decorre dal periodo d'imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione entro lo stesso esercizio. Un macchinario consegnato a novembre ma interconnesso a marzo genera il beneficio dall'anno successivo. Quando l'interconnessione è tecnicamente possibile entro dicembre, anticiparla vale un intero esercizio di deduzione.

Cosa rientra e cosa no

Sono agevolabili i beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale indicati negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, insieme agli impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo.

Due esclusioni da conoscere. I canoni software in abbonamento restano fuori, perché considerati costi d'esercizio e non beni capitalizzabili. E per i pannelli fotovoltaici resta il vincolo di scelta fra quelli iscritti nell'apposito registro ENEA, mentre per i beni degli allegati IV e V il requisito delle tecnologie prodotte nell'Unione europea non è più richiesto.

Per gli impianti da fonti rinnovabili il decreto fissa inoltre un limite di dimensionamento: la producibilità attesa non può eccedere il fabbisogno energetico della struttura produttiva oltre una soglia definita.

Tre verifiche prima di muoversi

La capienza fiscale

È una deduzione, non un credito. Un'impresa strutturalmente in perdita ne ricava poco: in quel caso conviene confrontare la misura con strumenti a contributo diretto, come la Nuova Sabatini.

Il perimetro IRAP

La maggiorazione vale ai fini delle imposte sui redditi e non produce effetti ai fini IRAP. Il beneficio reale va calcolato tenendone conto, altrimenti si sovrastima.

La sequenza degli adempimenti

La comunicazione preventiva precede l'investimento. Chi acquista prima e si informa dopo si trova fuori dalla procedura: è l'errore più frequente e il meno rimediabile.

Domande frequenti

Che cos'è l'iperammortamento 2026?

È una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi 4.0, rilevante ai soli fini fiscali per determinare le quote di ammortamento e i canoni di leasing finanziario. Sostituisce i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0.

Quali sono le aliquote di maggiorazione?

La maggiorazione è strutturata su tre scaglioni calcolati sugli investimenti completati in ciascuna annualità: 180% sulla quota fino a 2,5 milioni di euro, 100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni, 50% sulla quota tra 10 e 20 milioni.

Vale anche per i beni acquisiti in leasing?

Sì. La maggiorazione rileva espressamente per la determinazione dei canoni di locazione finanziaria, oltre che delle quote di ammortamento. È uno degli aspetti più rilevanti per chi acquisisce beni strumentali tramite leasing.

Come si accede al beneficio?

L'accesso non è automatico. La procedura è interamente telematica e si svolge sulla piattaforma del GSE, accessibile con SPID o CIE, attraverso comunicazioni sequenziali: preventiva prima dell'investimento, di conferma, e di completamento.

Da quando si può usare la maggiorazione?

Il beneficio decorre dal periodo d'imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione entro lo stesso esercizio. Se la comunicazione è inviata a dicembre e il GSE risponde a gennaio, la maggiorazione decorre comunque dall'esercizio precedente.

L'iperammortamento riduce anche l'IRAP?

No. La maggiorazione è riconosciuta ai fini delle imposte sui redditi e non produce effetti ai fini IRAP. È un elemento da considerare nel calcolo del beneficio effettivo.

Quali investimenti sono agevolabili?

Beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale indicati negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, e impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo. Gli investimenti in rinnovabili possono accedere anche autonomamente.

I canoni software in abbonamento rientrano?

No. I canoni per software in modalità SaaS restano esclusi, perché trattati come costi d'esercizio e non come beni immateriali capitalizzabili. Rientrano invece i software capitalizzati che rispettano i requisiti degli allegati.

Impostare l'investimento nel modo giusto

Fra maggiorazione fiscale, contributo in conto impianti e credito d'imposta territoriale, la combinazione conveniente cambia da impresa a impresa: dipende dalla capienza fiscale, dalla dimensione dell'investimento e da dove si trova la struttura produttiva.

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