Cos'è la ZES unica
La Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno è il perimetro entro cui le imprese che investono in beni strumentali possono accedere a un credito d'imposta. Istituita dall'articolo 16 del decreto legge 124 del 2023, ha sostituito le otto zone economiche speciali precedenti, unificandole in un'unica disciplina.
La Legge di Bilancio 2026 ha esteso la misura agli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. Non è una proroga d'emergenza di pochi mesi: è un orizzonte triennale, e questo cambia il modo di pianificare.
La Campania è dentro, ma non tutta
La ZES unica comprende le zone assistite di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 2026 si aggiungono Marche, Umbria e Abruzzo secondo le rispettive discipline.
Attenzione a una distinzione che genera equivoci: l'ammissibilità dipende dalla mappa delle aree assistite, non dall'appartenenza regionale in quanto tale. Prima di impostare un investimento va verificato che la specifica unità produttiva ricada in area ammissibile.
Quali investimenti rientrano
- Beni strumentali nuovi: macchinari, impianti e attrezzature destinati a strutture produttive
- Immobili strumentali, nel limite indicato più avanti
- Terreni destinati all'attività produttiva
L'investimento può riguardare sia strutture già esistenti sia strutture di nuovo impianto. Il valore di immobili e terreni non può superare il 50% del totale dell'investimento: un progetto prevalentemente immobiliare non rientra nella logica della misura.
Soglie e importi
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Investimento minimo | 200.000 euro per progetto |
| Costi massimi ammissibili | 100 milioni di euro per progetto |
| Quota immobili e terreni | non oltre il 50% del totale |
| Dotazione 2026 | circa 2,3 miliardi di euro |
La soglia dei 200.000 euro esclude gli investimenti minori: è una misura pensata per progetti di una certa consistenza, spesso costruiti aggregando più beni all'interno dello stesso piano.
Le due scadenze che fanno decadere il beneficio
È il punto su cui si perdono più agevolazioni, e non per mancanza di requisiti ma per una data lasciata passare. Gli adempimenti sono due, entrambi a pena di decadenza.
| Adempimento | Finestra | Contenuto |
|---|---|---|
| Comunicazione ordinaria | 31 marzo – 30 maggio | Spese già sostenute nell'anno e spese che si prevede di sostenere entro il 31 dicembre |
| Comunicazione integrativa | 3 – 17 gennaio dell'anno successivo | Conferma degli investimenti effettivamente realizzati |
Il credito richiesto non è quello che si incassa
Un aspetto che va compreso prima di costruire un piano finanziario sopra questo beneficio. Le risorse stanziate sono definite: se il totale delle richieste le supera, il credito spettante viene ridotto in proporzione per tutti.
Non è un'ipotesi teorica. Per il periodo d'imposta 2025 la percentuale effettivamente fruibile è risultata pari al 60,3811% del credito prenotato: chi aveva contato sull'intero importo si è trovato con poco più della metà.
La conseguenza pratica è che il credito ZES va trattato come un beneficio atteso ma non certo nel suo ammontare, e la copertura finanziaria dell'investimento va costruita senza darlo per acquisito al 100%.
Come si finanzia un investimento ZES
Il credito d'imposta arriva dopo, e in misura non nota in anticipo. L'investimento invece va sostenuto subito. È lo scarto temporale che mette in difficoltà molte imprese ammissibili.
Gli strumenti che coprono questo intervallo sono quelli ordinari: leasing strumentale, finanziamento a medio termine, e — quando i requisiti coincidono — la Nuova Sabatini, che sullo stesso bene aggiunge un contributo in conto impianti.
La struttura contrattuale va però impostata prima della stipula: coordinare tempistiche di consegna, fatturazione ed entrata in funzione con i requisiti dell'agevolazione è più semplice all'inizio che a operazione avviata.
Domande frequenti
La Campania rientra nella ZES unica?
Sì. La ZES unica per il Mezzogiorno comprende le zone assistite di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 2026 si aggiungono Marche, Umbria e Abruzzo secondo le rispettive discipline. L'ammissibilità dipende dalla mappa delle aree assistite, non dall'intera regione.
Qual è l'investimento minimo per accedere?
Il progetto di investimento deve avere un valore pari o superiore a 200.000 euro. Il limite massimo dei costi ammissibili per progetto è di 100 milioni di euro.
Quali sono le scadenze da rispettare?
Per ciascun anno sono previsti due adempimenti a pena di decadenza: la comunicazione ordinaria dal 31 marzo al 30 maggio, e la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio dell'anno successivo, con cui si confermano gli investimenti effettivamente realizzati.
Il credito spettante corrisponde a quello richiesto?
Non necessariamente. Le risorse sono definite: se le richieste complessive le superano, il credito viene ridotto in proporzione. Per il periodo d'imposta 2025 la percentuale effettivamente fruibile è risultata pari al 60,3811% del credito prenotato.
Quali investimenti sono ammissibili?
L'acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive già esistenti o di nuovo impianto: macchinari, impianti, attrezzature, e anche immobili e terreni strumentali. Il valore di immobili e terreni non può superare il 50% del totale investito.
Il credito ZES è cumulabile con altre agevolazioni?
È cumulabile con aiuti in regime de minimis e con altri aiuti di Stato sui medesimi costi, a condizione che il cumulo non porti a superare l'intensità massima consentita dalla disciplina europea. La verifica va fatta caso per caso.
Si può usare il leasing per un investimento ZES?
L'acquisizione di beni strumentali può avvenire anche mediante locazione finanziaria. Struttura contrattuale e tempistiche vanno però coordinate con i requisiti dell'agevolazione: è un aspetto da impostare prima della stipula, non dopo.
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Le tre sedi FinSenas — Giugliano in Campania, Ariano Irpino e Salerno — coprono un territorio interamente compreso nella ZES unica.